
In questi ultimi anni lo scenario economico e lavorativo è cambiato. In molti hanno scelto di lasciare il proprio lavoro da dipendente e di creare un’attività dal nulla. Tantissime sono le nuove partite Iva aperte. Facendo un giro nei social, è pieno di storie di persone felici della propria scelta, ma anche di testimonianze di chi non ce l’ha fatta o non ce la sta facendo. Perchè? Perché l’improvvisazione non è una buona base di partenza.
Per quanto la buona volontà sia fondamentale per intraprendere qualsiasi percorso, non è sufficiente per mettere su un’impresa. Servono le competenze e gli strumenti giusti. Voglio parlare a voi di uno strumento indispensabile per iniziare.
Quale strumento usare per misurare il rischio e i dati che ci servono per capire effettivamente quanto una nostra idea imprenditoriale sia valida?
Il business plan. Ma esattamente cos’è?
Il business plan è un documento scritto che descrive i dettagli del progetto. E’ un piano di azione che stabilisce gli obiettivi, le strategie per raggiungerli e le risorse necessarie per realizzarli. Include una serie di sezioni che descrivono l’idea imprenditoriale, l’analisi del mercato, la definizione dei prodotti e dei servizi offerti, la struttura organizzativa dell’impresa, il piano finanziario e le strategie di marketing e di vendita.
E’ composto da tabelle, grafici, parti descrittive, analisi di mercato, organigramma, ecc.
Questo documento è fondamentale per avere una visione chiara e dettagliata dell’idea di partenza e ci aiuta a capire quanto il tutto sia più o meno concretizzabile, per noi ma anche per gli investitori, i finanziatori e i partner commerciali. Aiuta gli imprenditori a prendere decisioni informate perché fornisce un quadro di riferimento per la gestione dell’impresa.
Gli scopi principali del formulare e redigere un business plan sono:
- definire gli obiettivi a breve e a lungo termine, identificando le strategie per raggiungerli;
- analizzare il mercato individuando i trend, i concorrenti, le opportunità e le minacce;
- definire i prodotti e i servizi offerti, entrando in dettaglio rispetto alle caratteristiche e al valore aggiunto che si offre;
- stabilire una struttura organizzativa identificando i ruoli corretti
- gestire il budget includendo un piano finanziario dettagliato, con spese, entrate e margini previsti;
- trovare finanziamenti attirando finanziatori, mostrando loro la fattibilità del progetto e facendo percepire la capacità di generare profitto.
Ma il business plan non serve solo nella fase di start-up.
Serve in diversi cicli di vita dell’impresa. Banalmente nella fase di start-up perché ci aiuta a definire le strategie di lancio e identificare le risorse necessarie e tutto questo sarà la base sulla quale costruire la pianificazione dell’attività.
Serve anche quando si devono chiedere dei finanziamenti. Avere un buon business plan che permette agli istituti bancari o altri possibili finanziatori di vedere una prospettiva di fattibilità del progetto e di generare profitti è sicuramente una buona base di partenza.
Quando ci si vuole espandere il business plan ci aiuta a definire le strategie corrette identificando le varie possibilità di crescita.
Insomma, il business plan è un documento che ci aiuta a capire dove siamo e dove possiamo arrivare, quel qualcosa che ci può fare da bussola e indirizzare verso le giuste scelte.
E tu hai mai fatto un business plan?
Se vuoi farlo e hai bisogno di un aiuto, contattaci a info@studioprosolution.it.
Paola Bragatto

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